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Notte tra il 4 e il 5 maggio 1860

14 Maggio 2026

Notte tra il 4 e il 5 maggio 1860 ..

notte di apprensione e inquietudine per il ventiduenne GIUSEPPE CESARE ABBA - futuro cantore dell'impresa dei Mille - alla vigilia dell'imbarco di Quarto, con Garibaldi alla volta di Marsala ..

Ma sulla sua strada, ecco, fortunatamente, il quasi coetaneo DOMENICO CARIOLATO, con la sicurezza, ormai, del veterano (dopo le giornate di Vicenza e della repubblica Romana del '48/49, e i combattimenti con Garibaldi in Lombardia solo l'anno prima) a dargli tranquillità e ristoro ..

all' Albergo del Raschianino ( u’ Rascianin’) o della FELICITA ', a Genova !

" Genova, 5 maggio. Mattino Ho riveduto Genova, dopo cinque anni dalla prima volta che vi fui lasciato solo. Ricorderò sempre lo sgomento che allora mi colse, all’avvicinarsi della notte. Quando vidi accendere i lampioni per le vie, mi si schiantò il cuore. Fermai un cittadino che passava frettoloso, per chiedergli se con un buon cavallo, galoppando tutta la notte, uno avrebbe potuto giungere prima dell’alba a C..., al mio villaggio. Colui mi rispose stizzito, che manco per sogno. Quella notte fu lunga e dolorosa; e ora come posso dormire tranquillo, benché lontano dai miei e a questi passi? Ieri sera arrivammo ad ora tarda, e non ci riusciva di trovar posto negli alberghi, zeppi di gioventù venuta di fuori. Sorte che, lungo i portici bui di Sottoripa, ci si fece vicino un giovane, che indovinando, senza tanti discorsi, ci condusse in questo albergo. La gran sala era tutta occupata. Si mangiava, si beveva, si chiacchierava in tutti i vernacoli d’Italia. Però si sentiva che quei giovani, i più, erano Lombardi. Fogge di vestire eleganti, geniali, strane; facce baldanzose; persone nate fatte per faticare in guerra, e corpi esili di giovanetti, che si romperanno forse alle prime marce. Ecco ciò che vidi in una guardata. Entravamo in famiglia. E seppi sùbito che quel giovane che ci mise dentro si chiama CARIOLATO, che nacque a Vicenza, che da dieci anni è esule, che ha combattuto a Roma nel quarantanove, e in Lombardia l’anno passato. Gli altri mi parvero, la maggior parte, gente provata."

‘Da Quarto al Volturno. Noterelle di uno dei Mille', Bologna 1913

Giuseppe Cesare Abba

“Nel 1860 il Cariolato era già stretto a Garibaldi. In Genova, nei giorni che precedettero la spedizione dei Mille, egli era uno dei fili che legavano la città alla Villa Spinola, per comunicare alla gioventù che giungeva da fuori ciò che il Generale desiderava di far sapere. Allora il Cariolato era un po' dapertutto, ma più spesso compariva nell'albergo della «Felicità» detto «u' Rascianin», divenuto in quei giorni della preparazione quasi una caserma. Ma qual caserma e di quai soldati! Vi stavano i principali uomini accorsi alla chiamata di Garibaldi dalle provincie di cui rappresentavano lo spirito e la dignità; basta dire Cairoli, basta dire Nullo. Ferveva là dentro per tutte le sale una vita, vi suonavano delle voci, che se si fosse potuto fissarle, come ora si fissano le voci in un fonografo, e adesso si potesse riudirle come saggio dell'anima italiana d'allora, sarebbero scuola chi sa mai quanto grande. Dalle espressioni della fede più alta e più sicura e più antica, ai propositi, ai presentimenti, sino a certe intuizioni profetiche di cose che vedemmo poi e vediamo e vedremo, là dentro si udiva di tutto. Il Cariolato che per talento naturale poteva quanto altri può per cultura e studio, si ricordava di quella specie di vestibolo delfico che quel modesto albergo fu allora; e proprio in questo anno aveva preparato per l'inaugurazione di una lapide o nelle sale, o fuori di esse, sulla facciata esterna. E di questo desiderio viveva in questi ultimi tempi, facendo conto di riuscire a fare l'inaugurazione là, e poi di andare in Sicilia per rivedere Marsala, fare in qualche modo il viaggio da Marsala a Rampagallo, per quel deserto che il 12 maggio 1860, a certi dei Mille, i quali durante l'esilio erano stati anche nell'Argentina, aveva fatto dire di riveder quasi le «Pampas».

‘Ritratti e Profili’ , Torino 1912. Giuseppe Cesare Abba

Facciamo due passi nella Genova che fu e andiamo in Piazza Caricamento perchè proprio oggi, nel 1860, in queste ore, la sera del 4 maggio, molti giovani trovarono alloggio all’Hotel Felicità in Vico San Raffaele 2 con affaccio su Piazza Caricamento dove è posta la lapide che vedete nella seconda foto.

Nella prima immagine eccovi Piazza Caricamento ritratta da Alfred Noack una trentina di anni dopo quella sera del 1860 (il palazzo del nostro hotel è il primo sulla destra). Tornando a quel 4 maggio, Giulio Cesare Abba, nel suo diario “Da Quarto al Volturno”, racconta di quando giunse a tarda sera in questo albergo dove trovò il salone pieno di giovani che il giorno dopo si sarebbero, come lui, imbarcati alla volta di Marsala.

Stava per iniziare la Spedizione dei Mille.

Giuseppe Cesare Abba